Psicologia della separazione a Roma: come gestire la separazione con i figli senza farli stare male?

Sei passaggi, come quelli dello zaino che va da una casa all'altra. In ognuno le domande che i genitori si fanno davvero, con risposte brevi e concrete. La lettura si salva sul tuo dispositivo.

  • 6 passaggi
  • 24 domande
  • ≈13 minuti di lettura

Scritta da Elena Del Grosso, psicologa a Roma · aggiornata il 24 ottobre 2026

Separazione e figli Indice≈ 13 min

0.Lo zaino

Cosa vivono davvero i figli durante una separazione

Sei qui perché vi state separando, o lo avete appena fatto, e ti chiedi cosa stia passando dentro tuo figlio.

La separazione dei genitori fa male ai figli?

Per la ricerca, a pesare di più è il conflitto che i figli vedono e in cui vengono coinvolti. Gli studi che seguono i bambini nel tempo trovano che la maggior parte, dopo un periodo difficile, si adatta bene. Fanno la differenza un conflitto contenuto tra i genitori, un buon rapporto con ciascuno dei due e routine prevedibili.

Cosa prova un bambino quando i genitori si separano?

Spesso tante cose insieme: tristezza, paura di perdere uno dei due, rabbia, a volte sollievo. Molti bambini pensano, senza dirlo, di aver causato la separazione o di poterla aggiustare. Altri diventano bravissimi e silenziosi per non pesare. Molto dipende dall'età: scegli quella di tuo figlio.

Scegli l'età di tuo figlio. Sono tendenze generali: ogni bambino ha i suoi tempi. Nulla viene inviato.

Cosa vive

Non capisce la separazione, ma ne sente gli effetti: ritmi che cambiano, voci tese, un genitore che c'è meno. Può dormire peggio, piangere di più ai distacchi, cercare molto il genitore con cui sta più spesso.

Cosa gli serve sentirsi dire

Più delle parole conta il tono, calmo e uguale nelle due case. Frasi brevi e ripetute: «Adesso vai nell'altra casa, poi torni qui.»

Cosa aiuta

Routine prevedibili, contatti frequenti con entrambi i genitori, passaggi tranquilli, un oggetto che va e viene con lui.

Perché mio figlio è nervoso ogni volta che torna dall'altro genitore?

Spesso a pesare è il cambio di casa in sé. Cambiare letto, regole e ritmi chiede uno sforzo, e il bambino lo scarica dove si sente più al sicuro. Capricci, pianto o silenzio nelle prime ore dopo il rientro sono frequenti. Se durano giorni, o se compare paura di andare, vale la pena parlarne.

Due volte a settimana tuo figlio rifà lo zaino. Dentro ci finisce anche quello che ha sentito in cucina.

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I.Il gradino

Come comunicare la separazione in modo chiaro e rassicurante

Sei qui perché la decisione è presa e non sai da dove cominciare il discorso.

Come si comunica la separazione ai figli?

Se possibile insieme, con un messaggio breve e già concordato tra voi. Cosa cambia («uno di noi andrà a vivere in un'altra casa»), cosa resta («vi vogliamo bene tutti e due, continuerete a stare con entrambi»), che non è colpa loro, e che possono fare tutte le domande che vogliono. I motivi della coppia restano tra adulti.

Quando è il momento giusto per dirlo ai bambini?

Quando la decisione è presa e sapete già come vi organizzerete nei primi tempi. Annunciare una separazione ancora incerta espone i figli a un'altalena. Scegliete un giorno tranquillo, con tempo dopo per stare insieme: lontano da compleanni, esami, partenze. Ai fratelli conviene dirlo tutti insieme, poi parlare con ciascuno.

Cosa rispondere se mio figlio chiede perché vi separate?

Una verità adatta alla sua età, senza colpevoli. «Abbiamo provato a stare bene insieme e non ci riusciamo più. L'abbiamo deciso da grandi, e la decisione non cambia.» Se insiste, si può ripetere. Tradimenti, soldi e litigi lo caricano di cose che non può sistemare, e lo spingono a scegliere da che parte stare.

E se mio figlio non reagisce, o reagisce male?

Entrambe le reazioni sono comuni nei primi giorni. Il silenzio può voler dire che sta ancora mettendo insieme i pezzi; la rabbia, che si sente abbastanza al sicuro da mostrarla. Lasciate la porta aperta («se ti viene una domanda, anche tra una settimana, chiedimela») e tenete le routine il più possibile uguali.

Dirlo insieme, con poche parole vere, e poi restare seduti lì vicino per le domande.

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II.La soglia

Gestire i conflitti tra ex partner senza coinvolgere i figli

Sei qui perché con l'altro genitore ogni messaggio rischia di diventare una lite, e i figli sono lì vicino.

In quali situazioni mettiamo i figli in mezzo senza accorgercene?

In più di quante pensi, e spesso in quelle più pratiche. Un orario cambiato detto al figlio invece che all'altro genitore, un regalo che «nell'altra casa non si porta», un commento sull'assegno in ritardo. Prova a riconoscerle qui sotto: per ognuna ti dico perché pesa, o perché va bene.

Per ogni situazione: tiene tuo figlio fuori dal conflitto, o lo mette in mezzo? Nulla viene inviato.

Dire a tua figlia di ricordare a papà che venerdì tocca a lui andarla a prendere.

Scrivere all'altro genitore, per email, che il saggio di danza è stato spostato.

Al passaggio, sulla porta, far notare all'altro genitore che l'assegno è in ritardo.

Salutare tuo figlio con «Divertiti, ci sentiamo domani sera».

Chiedere a tuo figlio se il nuovo compagno della mamma dorme lì.

Concordare con l'altro genitore le stesse regole su schermi e ora di andare a letto.

Cos'è il conflitto di lealtà nei figli di genitori separati?

È la sensazione di tradire un genitore ogni volta che si vuole bene all'altro. Si vede quando un bambino torna e non racconta niente della bella giornata, o dice a ciascun genitore quello che vuole sentirsi dire. Il si scioglie con un permesso esplicito: «Sono contenta che tu stia bene anche nell'altra casa.»

E se nella relazione c'è stata violenza?

Allora prima viene la sicurezza, tua e dei figli. Niente mediazione e niente percorsi congiunti: lo prevede la Convenzione di Istanbul, ratificata dall'Italia nel 2013. Anche i bambini che assistono alla violenza ne sono vittime: si parla di . Il 1522 è gratuito, 24 ore su 24; in emergenza, il 112.

Il passaggio dura cinque minuti, sulla porta. Per tuo figlio sono i cinque minuti più lunghi della settimana.

Hai una domanda che qui non c'è?Scrivimi

III.Due spazzolini

Affidamento e tempi di visita: l’aspetto psicologico oltre a quello legale

Sei qui perché state decidendo giorni e calendari, e ti chiedi cosa sia meglio per tuo figlio, al di là di quello che dice l'avvocato.

Cosa dice la legge sull'affidamento dei figli?

Dal 2006, con la legge 54, la regola è l'. Il figlio ha diritto a un rapporto equilibrato e continuativo con ciascun genitore, e le decisioni importanti su scuola, salute ed educazione si prendono insieme. I tempi di permanenza si decidono a parte, caso per caso. Per gli aspetti legali la persona giusta è un avvocato.

Che calendario di visite è meglio per un bambino piccolo?

Per i più piccoli contano soprattutto la frequenza e la prevedibilità. Un bambino di due anni regge male molti giorni senza vedere un genitore: di solito lo aiutano passaggi più brevi e più frequenti. Crescendo, i periodi si possono allungare. Il calendario giusto tiene conto dell'età, delle distanze tra le case e di come reagisce lui, e si rivede nel tempo.

Come rendere più facili i passaggi da una casa all'altra?

Con piccoli rituali, sempre uguali. Avvisarlo per tempo, salutarsi senza fretta e senza discussioni, lasciargli portare un oggetto a cui tiene, dargli qualche ora per riambientarsi al rientro. Qui sotto un elenco di cose che aiutano: segna quelle che fate già.

Lo zaino dei passaggi: cosa c'è già nella vostra organizzazione? Tocca le voci.

Mio figlio può scegliere con quale genitore stare?

Può dire cosa desidera, e va ascoltato; la decisione resta agli adulti. Il codice civile riconosce al figlio che ha compiuto 12 anni, e anche a quello più piccolo se capace di discernimento, il diritto di essere ascoltato nelle questioni che lo riguardano. Ascoltarlo è diverso da chiedergli «con chi vuoi stare?», che gli mette addosso una responsabilità troppo grande.

Cosa succede se il giudice chiede una valutazione psicologica?

Il giudice può nominare uno psicologo come , per capire i bisogni dei figli e le risorse dei genitori. Ciascun genitore può farsi affiancare da un proprio consulente di parte. È un ruolo diverso da quello di chi sostiene un genitore nel suo percorso, e sulla stessa famiglia i due ruoli restano separati.

Due spazzolini, due pigiami, un solo bambino. Le cose doppie gli dicono che in tutte e due le case c'è posto per lui.

Vuoi capire se fa per te?Scrivimi

IV.Il peluche

Quando è utile coinvolgere uno psicologo (per i figli, per i genitori o per entrambi)

Sei qui perché ti chiedi se quello che state vivendo si sistemerà da solo, o se serve qualcuno da fuori.

Meglio portare mio figlio dallo psicologo o andarci io?

Spesso conviene cominciare dai genitori. I bambini stanno meglio quando gli adulti intorno a loro stanno meglio, e molte difficoltà si sciolgono cambiando il modo in cui se ne parla a casa. Uno spazio per il figlio serve quando i segnali di disagio durano, o quando ha bisogno di un posto neutro dove dire ciò che a casa non riesce a dire.

Possiamo andare dallo psicologo insieme, anche se ci siamo separati?

Lavorare insieme come genitori serve a costruire regole comuni e un modo di parlarsi che regga nel tempo. L'approccio sistemico-relazionale guarda proprio a questo: la famiglia come un insieme di relazioni che continuano anche quando la coppia finisce. Se c'è stata violenza, i percorsi restano separati.

Per portare un figlio dallo psicologo serve il consenso di entrambi i genitori separati?

Serve il consenso di coloro che hanno la responsabilità genitoriale sul bambino. Solo nei casi di affidamento superesclusivo decade la responsabilità dell'altro genitore, e quindi non serve la sua firma.

Quanto costa e quanto dura un sostegno psicologico durante la separazione?

Le informazioni sui costi te le do al primo contatto, prima di fissare qualsiasi appuntamento. Non c'è un tempo prestabilito: dipende dagli obiettivi, che fissiamo insieme. Ricevo in studio a Roma, in Via Togliatti 1663, e online. Le spese sono detraibili solo se pagate con metodi tracciabili elettronicamente (carta, bancomat, bonifico).

Chiedere aiuto per te, come genitore, è spesso la strada più diretta per aiutare tuo figlio.

Preferisci raccontarmelo a voce?Scrivimi

V.Il ritorno

Conclusione: quando serve uno psicologo per la separazione con figli

Non è un test diagnostico. È un modo per orientarti prima di scrivere. Nulla viene inviato.

Rispondi d'istinto: come sta andando la separazione, per te e per i tuoi figli?

Sei domande, un'indicazione onesta. Alla fine ti dico se un colloquio potrebbe esserti utile adesso e ti porto al modulo di contatto, con il motivo già inserito.

1. Con l'altro genitore litigate ancora davanti ai figli, di persona o al telefono?
2. Capita che i figli portino messaggi o informazioni da una casa all'altra?
3. Tuo figlio ha cambiamenti di sonno, umore o rendimento a scuola che durano da settimane?
4. Hai un adulto, fuori dalla coppia e dai figli, con cui parlare di come stai?
5. Dovete ancora dirlo ai figli, o decidere come organizzare tempi e case?
6. Come genitore, in questo periodo ti senti spesso senza energie?

Le case sono due, lo zaino è uno e lo porta un bambino. Tocca agli adulti renderlo leggero.

Vuoi fissare un primo colloquio?Scrivimi

Sezione · Famiglia, genitori e figli

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Elena Del Grosso

Da genitori si continua in due, anche da case diverse.

Puoi scrivermi da sola o da solo, oppure insieme all'altro genitore. Al primo colloquio capiamo cosa serve: uno spazio per te, un lavoro con entrambi, un momento per i figli. Ricevo a Roma, in Via Togliatti 1663, e online.

Questa guida ha scopo informativo e non sostituisce una valutazione professionale né una consulenza legale: per affidamento, mantenimento e procedure rivolgiti a un avvocato. Se c'è violenza, prima viene la sicurezza: 1522 (gratuito, 24 ore su 24) o 112.